Maggio 2012
Steven Moffat (On how long it’ll take for Series 3) (via nobodyisgonnarainonmyparade)

Q: What do you call Alternative Medicine that survives double-blind laboratory tests?
A: Regular Medicine.
Neil deGrasse Tyson (@neiltyson)
Il governo intende eliminare la possiblità di ottenere l’indennità di accompagnamento per i disabili la cui disponibilità economica sia superiore a 15 mila euro per nucleo familiare:
Dal Prof. Alessandro Campi su Prossima Italia:
Fissare una soglia di 15 mila euro per erogare l’assegno di accompagnamento significa colpire tutti i disabili che lavorano e non evadono le tasse. Significa ottenere l’effetto contrario a quello voluto: diminuire il reddito di chi vive al limite può portare la persona a non farcela più e a dover accettare l’idea di venir ricoverato (a quel punto a spese dello Stato, visto che non avrà più un reddito). Per risparmiare pochi soldi si rischia di spenderne 10-20 volte tanto. Un disabile che guadagna e paga più tasse di quanto sia la cifra dell’assegno di accompagnamento (quindi un cittadino che è in attivo, che per lo Stato è una risorsa economica) passa a diventare un costo (un disabile in casa di cura costa allo Stato 4000 euro al mese).
L’aspetto economico dovrebbe già essere sufficiente a chiudere il discorso.
Pensiamo però anche, per un attimo, all’aspetto umano. Si può vivere così? Ogni singola prestazione che i disabili ricevono è soggetta a rinnovo annuale. Uno non può programmarsi la vita oltre i 12 mesi. Non c’è mai una certezza che sia una. L’unica prestazione che è garantita è l’assegno di accompagnamento. Si può vivere senza avere nemmeno più quella certezza?Uno può vivere senza essere certo che avrà i soldi per pagare chi lo imbocca o chi lo accompagna in bagno? Davvero è necessario scatenare questa guerra tra poveri tra i disabili? Davvero per alleviare le sofferenze di chi sta malissimo è necessario eliminare ciò che allevia le sofferenze di chi sta soltanto male?